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Viviamo un mondo la cui realtà è caratterizzata da infinite influenze e stimoli, che inevitabilmente plasmano la condizione umana contemporanea. Questo scenario spesso confuso è contraddistinto da una continua ricerca di se stessi e di una propria identità. Una vera e propria corsa all’autenticità in un ambiente in perenne evoluzione, dove essa risulta spesso volatile.

 

Morph rappresenta un’esplorazione di questo conflitto e delle complessità dell’identità personale, proprie a molti di noi.

Sono partito da una ricerca introspettiva, risultata nell’individuazione di una caratteristica che sento fortemente radicata in me, ovvero la difficoltà nel circoscrivermi in una determinata forma o ambiente. 

Spesso si persegue una ricerca incessante di una stabilità identitaria. Se una volta era un obiettivo più avvicinabile, oggi risulta molto più complesso per via dell’abbattimento, da parte delle nuove realtà digitali, di quei confini spaziotemporali che in precedenza davano forma all’identità di ciascun individuo.

Alla base di Morph c'è l’accettazione di questo conflitto e la convinzione che l'identità non sia una realtà fissa, ma un processo dinamico in continua metamorfosi. La ricerca di se stessi non è un percorso con un punto di arrivo, ma un’esperienza in continuo movimento.

Morph fa uso di una combinazione di svariate tecniche digitali e analogiche, talvolta anche molto diverse tra loro, per creare un'esperienza visiva immersiva e dinamica. Questo, oltre che a esaltare l’approccio orizzontale assunto nel corso del progetto, illustra perfettamente il concetto di esplorazione e studio del proprio Sé.

All'interno della rappresentazione visiva possiamo identificare l'uso del disegno, della scrittura a mano, della fotografia analogica, della pittura (sotto forma di simboli grafici simili a quelli di Jiro Yoshihara) e di vari supporti. Centrale però è anche l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, impiegata in un modo quasi arcaico comparato a ciò a cui siamo abituati. In questa apparente obsolescenza, la macchina viene domata e controllata dall’artista. Non rappresenta un'entità autonoma e incontrollabile, ma un efficace mezzo di rappresentazione della propria mutabilità.

Questo percorso rende il progetto stesso una pratica stilistica con cui saggiare diversi territori.

Morph non solo mette in luce la bellezza dell'adattabilità e della trasformazione, ma anche le difficoltà intrinseche di una vita ondivaga. Può essere visto come una riflessione filosofica sulla nostra esistenza, sulla nostra capacità di adattamento e sulla continua ricerca di un significato autentico in un mondo in costante evoluzione.

 

Morph è esplorazione.

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